mondo immagine

Presentazioni


PRESENTAZIONE PITTORE SILVANO CAMPEGGI

.. "Quando Geo racconta le avventure di viaggio la sua voce rende agli spazi filtrati della memoria una nuova vita svelandoli al nostro immaginario. I suoi ricordi stampati nelle magiche fotografie, ricamano una costanza di spazi, di apparizioni, di desiderio di appropriarsi dei ritmi immutabili del tempo. Geo aggiunge alla forma e alle cose il mito della poesia" ...



PRESENTAZIONE SINDACO BARTOLINI

... Viaggiatore instancabile, ha attraversato il globo e da ogni viaggio che per Geo è esperienza totalizzante ha portato con sé sotto forma di straordinari visioni fotografiche, paesaggi, volti, costumi ritratti di popoli e di terre lontani. Un ricordo personale e un dono per conoscenti ed amici. La padronanza di questa forma d'arte, la fotografia, accompagnata da una inedita sensibilità nel cogliere ed immortalare la luce, i colori, la fugacità di attimi irripetibili, fanno dell'opera di Geo un corale romanzo illustrato "del e sul" mondo, che è inoltre tentativo per salvaguardare, almeno sulla pellicola, l'integrità di luoghi e culture dallo scempio scellerato di cui l'uomo troppo spesso è autore...



PRESENTAZIONE DI MARCO MAIRAGHI SINDACO DI PONTASSIEVE E ALESSANDRO SARTI ASSESSORE

... " Raccontare un viaggio con le immagini, tracciare una mappa con i volti, i panorami di luoghi lontani, riuscire a fermare nel tempo l'istante di uno scatto, catturare il nostro occhio e narrare una parte di mondo, tutto questo racchiudono le fotografie di Eugenio Bruschi in arte Geo che presenterà  il suo Diario nella Mostra "Emozioni di Viaggio" presso la casina Rossa di Pontassieve. Tutti i soggetti ritratti non lasciano indifferenti lo spettatore, i luoghi e le sfumature che li compongono creano un affresco inedito del nostro pianeta.



PRESENTAZIONE FOTOGRAFO ANDREA RONTINI

.. "La fotografia di Geo è rivolta alla vita dei popoli e lui la esegue con mezzi elementari, lui non ha bisogno di obiettivi super luminosi, di filtri o congegni particolari. I suoi sono scatti, prevalentemente sulla gente eseguiti con l'obiettivo classico, il 50 millimetri, per riprendere le persone nel loro ambiente oppure teleobiettivi per essere dentro la scena, per stare addosso alle persone e ottenere da quegli sguardi tutta la storia della loro vita. Sono foto difficili coraggiose e straordinariamente spregiudicate ..."



PRESENTAZIONE CRITICO PIER FRANCESCO LISTRI

"...Geo un personaggio straordinario dalla vita gremita e ormai da più di mezzo secolo accompagnata dalle sue macchine fotografiche. Viaggia e fotografa non per lavoro o per denaro ma per il gusto di conoscere luoghi nuovi del pianeta e vivere personalmente straordinarie emozioni che poi il suo obiettivo ferma per sempre... Viaggiatore in auto in aereo in nave in treno, molto a piedi, alterna alberghi a 7 stelle, per qualche meritato riposo ai più impervi ambienti nelle foreste, sui fiumi gremiti di coccodrilli ai templi di Buddha, alle corride. Credo che cominciasse con una Leika, cui poi si aggiunse una Minolta e una grande quantità  di obiettivi; oggi la sua prediletta è una Nikon D80, accompagnata non di rado da una inseparabile cinepresa ..."



PRESENTAZIONE ELENA INNOCENTI

.. "Provo quindi a descrivere chi è Geo, con l'emozione delle parole con le quali puoi seguire l'avventura dei suoi gioiosi scatti sul grande scenario del mondo. E' con il suo paziente e silenzioso ascolto dell'anima che si sono creati squarci profondi nella mia ragnatela razionale, davanti all'incomprensibile sacro... E' uno di quei rari amici con cui la parola "insieme" è una esperienza vera..."



ETIOPIA

Siamo nell' Omo Valley, una delle località  più povere e sperdute dell'Africa. Qui si sono percorsi 2.500 km di piste, con una cinquantina di guadi e lunghe camminate a piedi. La valle dell'Omo si estende ad est del Sudan a nord del Kenya e fu scoperta dall'italiano Bottego alla fine dell'800. Cura del fotografo è stata soprattutto di fermare suggestivi paesaggi, volti e figure degli indigeni. Le foto documentano anche originali riti tribali.

Alle radici del Tutto - Eleonora d'Aquino - Articolo su Rivista Pegaso - Dicembre 2012

Ho conosciuto Eugenio Bruschi o Geo come amichevolmente viene chiamato, in un luminoso pomeriggio di tarda estate vicini ormai al momento magico dell'equinozio d'autunno, quando il sole attraversa l'equatore celeste e le ore di luce e di oscurità  sono in perfetta armonia; fra poco le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni e l'inverno sarà  di nuovo tra di noi. Il transito nell'autunno è un passaggio che favorisce l' equilibrio e la riflessione interiore: è il tempo di lasciare fluire i pensieri e di soffermarsi su tutto ciò che abbiamo realizzato. Gli antichi Celti usavano celebrare l'equinozio d'autunno con la festa di "Alban Elued": nel festeggiare il raccolto manifestavano l'amore, la riconoscenza, il rispetto per la Natura e l'intero Creato. Mi è sembrato significativo conoscere Geo proprio in questo momento ed insieme scoprire la sua ricca produzione fotografica, una testimonianza tangibile di ammirazione, di commozione e gratitudine nei confronti della nostra grande madre terra. Sulle colline di Bagno a Ripoli, al primo piano della storica ed affascinante dimora in cui questo personaggio vive, si trova la sala lignea di una grande biblioteca. Al centro, su un lungo tavolo stanno allineate migliaia di foto di grandi dimensioni, in buona parte ancora da catalogare. Sono immagini veramente straordinarie, ricordo degli innumerevoli viaggi che hanno portato Geo a traversare il mondo. Credo che l'impulso a viaggiare faccia parte della natura umana, è una passione che apre la mente, le dà  forma, è la risposta ad un bisogno interiore o ad un sogno . Ogni viaggio costituisce l' immensa e sorprendente possibilità  di conoscere territori e popoli con i loro costumi, le loro culture e tradizioni. Ma partire è anche cercare se stessi, scoprirsi diversi, avvicinarsi ad un "io" più autentico, è spogliarsi lentamente degli abiti "sociali" per scoprire in solitudine la nostra essenza più profonda. Viaggiare è vivere emozioni. Gioia, curiosità , stupore, paura, meraviglia, talvolta delusione vengono suscitati dalla scoperta del territorio e dei suoi elementi: luci, colori, odori, suoni, contrasti ed armonie. Viaggiare è scoprire una diversità , viverla e capirla, coglierne il valore, mettersi alla prova in situazioni di continuo cambiamento, sviluppare un senso di coesione intenso e profondo con le persone ed i luoghi. Insomma ciò che Geo vive allorchà© si appresta a viaggiare è un'esperienza totalizzante che sembra non potersi mai esaurire; per una sorta di irrequietezza, una volta ritrovata la sensazione della stabilità , lo spirito del viaggiatore riemerge ed intraprende ancora una volta l'esplorazione, insegue la scoperta, lo spostamento, la libertà : il viaggio. Geo ha visitato nella sua lunga vita più di centotrenta paesi, ha attraversato più volte India, Africa, Cina, Medio Oriente , Americhe , Australia, Oceania, Russia, Europa, praticamente il mondo. Con generosità  documenta ciò che vede con foto, filmati e diari di viaggio. Divide l'esperienza con chi lo accompagna ed al rientro rende partecipe chi lo aspetta sfogliando assieme le migliaia di foto corredate dai suoi racconti che arricchiscono ed animano le immagini con aneddoti e storie di avventure quasi fiabesche. In realtà  i luoghi che Geo "ritrae" sono "veri"; veri i deserti, le valli, i laghi, i fiumi, gli alberi, le montagne, i tramonti, gli animali e veri soprattutto i volti umani. La fotografia di Geo è rispettosa del Creato, può esaltarne la bellezza grazie ad angolature, luci, contrasti, ma non ne tradisce l'insita perfezione, il segreto è qui, chiarissimo, spalancato: "è proprio sulla terra, nella materia terrestre che il Supremo diventa perfetto". Il nostro fotografo coglie il frangersi dell'acqua, le radici del cielo, la perdita infinita del deserto, il soffio di una brezza tropicale, il risveglio di un leone, l'intensità  di uno sguardo. Osserva in profondità , ascolta, penetra la vita in maniera travolgente e si riconosce armonica danza del tutto. Con sguardo attento cattura l'attimo, aderisce al soggetto scelto, stacca e si avvicina, indugia di fronte a certi ipnotici splendori, recupera prospettive, spessori e dimensioni. Ciò che conta è fermare il momento irripetibile nel quale l'oggetto, la luce e l'occhio trovano il loro misterioso punto di equilibrio. Per realizzare tutto questo non credo sia sufficiente la padronanza dello strumento o l'esperienza maturata attraverso molti anni di attività ; saper sfruttare le risorse tecniche può essere un buon inizio, ma è la flessibilità  e la personale sensibilità  che permettono di approdare all'unicità  del risultato. Geo nel tempo è divenuto Maestro: il suo fotografare non è dunque una semplice replica della realtà , ma la creazione di una speciale combinazione di verità  e bellezza chiamata Arte. Spronato da curiosità  ed impulso creativo viaggia nella geografia del mondo alla scoperta dell'uomo e della sua anima, la cerca in luoghi che custodiscono ecosistemi tuttora intatti, remoti villaggi rurali ed etnie dalle secolari tradizioni. Grazie alla forza evocativa delle sue immagini arriviamo in Etiopia, sino alla valle dell'Omo, dove incontriamo pastori di capre che si muovono su alti trampoli, raggiungiamo il Parco Mago dove vivono uomini e donne appartenenti all'etnia Mursi. Attraverso il racconto di Geo apprendiamo che per gli uomini di quest'etnia la forza è considerata l'espressione massima di valore e di potenza, mentre per le donne il piatto labiale è un incontrovertibile simbolo di identità . Le ragazze, ancora molto giovani, praticano, assistite dalle donne più anziane, un'incisione sul labbro inferiore in cui inseriscono prima cilindri in legno di diverse dimensioni per poi giungere, dopo che si è resa necessaria l'estrazione degli incisivi inferiori, ad indossare il piatto in terracotta. C'è poi l'etnia degli Hammer, per apparire più attraenti praticano la scarificazione del corpo: viene effettuato un taglio sottopelle, una pratica dolorosa e non priva di rischi. Si disegnano prima i punti dove effettuare i tagli, poi si alza la pelle e si incide, si cosparge la ferita con cenere ed acqua o polveri derivate dalla macinazione di radici particolari: le cicatrici che si formeranno quando il taglio si sarà  rimarginato, daranno vita ad un tatuaggio a rilievo di particolare effetto. Gli Hammer hanno dei lineamenti bellissimi, in particolare le donne si contraddistinguono per le loro acconciature egizie che sfoggiano con grande fierezza, esse sono formate da sottili treccioline unte con grasso animale e coperte con polvere d'ocra. Le giovani ragazze nubili aggiungono all'acconciatura delle placche d'alluminio a forma di becco d'anatra e delle piume di struzzo; la loro bellezza ed eleganza è motivo di onore e vanto per l'intera comunità . Emozionanti poi sono i riti di iniziazione. La società  è basata su gruppi di età , il passaggio da un'età  all'altra implica dei rituali. Geo assiste alla cerimonia del salto dei tori che determina il passaggio all'età  adulta; otto tori vengono affiancati l'uno all'altro ed il giovane ragazzo completamente nudo deve saltare sul dorso del primo toro e poi correre su tutti quelli allineati per poi tornare indietro. Le donne partecipano all'iniziazione danzando e sottomettendosi al rito della fustigazione. Si colpiscono fino a sanguinare, impressionanti i profondi segni lasciati dalle frustrate. In Etiopia Geo arriva a fotografare più di cento volti, splendidi quelli delle donne e dei bambini, siano poi pastori, pescatori, agricoltori o nomadi riconosciamo in essi espressioni di grande dignità  e fierezza. Il viaggio di Geo continua, in Malesia restiamo attoniti di fronte alla meraviglia dei tramonti sul Borneo, ci perdiamo fra le nuvole che attorniano il Monte Kinabalu ed infine sostiamo completamente rapiti sulle spiagge dell'Isola di Lankayan nel mare di Sulu. Scorrono altre immagini: ancora tramonti in Madagascar, viali di grandi baobab, mari, canali ed altipiani. Un viaggio interminabile quello di Geo che traversa il deserto in Egitto, le dune bianche della Tunisia, il tempio di Cirene in Libia, si immerge nell'umanità  degli abitanti del Togo anche qui prediligendo volti di donne e bambini. Affronta tempeste sul Golfo di Guinea e la potenza impressionante delle cascate Vittoria in Zimbawe. Ci permette di scoprire la Cina con i volti rugosi dei vecchi, i costumi colorati, le feste e quel condensato di secoli di storia e di avvenimenti che è la via della seta. E poi il Tibet, il Bhutan, il Nepal, la Birmania, l'Australia. Uno degli ultimi ed indimenticabili viaggi è quello in Mongolia: percorre interminabili distese di territorio incontaminato al confine tra Khazakhistan e Cina, un paesaggio primitivo, lontano dalla presenza dell'uomo, all'orizzonte catene di montagne ed appena intuibile il mare. E' la caccia con l'aquila, antichissima tradizione Kazaka che lo attrae, conosce un cacciatore di aquile che si mostra orgoglioso nel suo colorato costume tradizionale assieme alla sua splendida aquila, viene ospitato nella sua "yurte", la casa dei nomadi sin dai tempi di Gengis Khaan. Tornerà  da lui forse per partecipare alla caccia con le aquile. Dall'esodo all'incontro, un cammino infinito. E' veramente impossibile nel breve spazio di un articolo anche solo citare tutti i paesi che Geo ha visitato. Ma c'è una terra a cui Geo non si stanca mai di tornare, un concentrato di contraddizioni e di bellezze che toccano profondamente il cuore e la mente : l'India. Qui si cala nell'atmosfera mistica dei templi, partecipa alle cerimonie religiose, si unisce alla preghiera dei bonzi, assiste a fenomeni di reincarnazione e regressione karmica, è testimone d' impressionanti trasfigurazioni e di eventi inspiegabili. Visita Benares, la città  sacra ed altri luoghi santi misconosciuti calandosi nella spiritualità  che essi emanano. Assiste al bagno nel Gange di uomini e donne dagli abiti variopinti, incuranti di tutto ciò che il fiume lascia affiorare in superficie. Studia religioni come il Buddismo, l'Animismo, incontra gli Sciamani. Un personaggio eccezionale Geo, sa di appartenere al tempo, ma sa che il tempo ancora gli appartiene e lo vive dunque con passione lavorando instancabilmente, promovendo idee, ricercando, sperimentando, progettando con entusiasmo. In India la sua indole impetuosa sembra rallentare, quasi placarsi in uno stato di trasformazione della percezione, di apertura del cuore, di espansione dei sensi, prova ad avvicinarsi ad una dimensione più elevata lasciando in disparte l'imprenditore di successo che tante traversie ha superato. E' una dimensione che Geo in fondo ha continuamente cercato, scrutando i volti umani segnati dal tempo, scavando nelle viscere dei territori più sperduti, affrontando situazioni difficili in una sfida continua con se stesso. Fra poco partirà  di nuovo, incurante di tutto, vuole essere in Guatemala il 21 dicembre per la profezia Maya, nel frattempo prima dell'inizio delle sue lunghe giornate lavorative, scandite dai pressanti ritmi occidentali, si appaga di piccoli momenti di quiete: alla luce del mattino, nella tranquillità  del rito quotidiano della colazione , assapora il silenzio, il verde giardino e la vista di qualche timido scoiattolo che scivola sugli alberi; forse lo Spirito della Terra è anche qui nella solitudine di un patio, alle radici del Tutto.